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Come gestisce Ogyre il fine vita dei rifiuti?

30 luglio 2026

Come gestisce Ogyre il fine vita dei rifiuti?

I rifiuti marini e costieri raccolti da Ogyre vengpno avviati al trattamento di fine vita più adatto tra le soluzioni disponibili a livello locale.

Panoramica

Rimuovere i rifiuti dal mare è solo il primo passo. Una volta riportati a terra, devono essere indirizzati verso una destinazione di fine vita appropriata. Senza questo passaggio, potrebbero essere nuovamente abbandonati, bruciati senza adeguati controlli o dispersi nell’ambiente.

Oltre la raccolta

Il fine vita è la fase in cui un prodotto o un materiale viene scartato ed entra in un percorso di gestione dei rifiuti. Comprende sia gli esiti gestiti correttamente, come il riutilizzo, il riciclo, il recupero energetico e la discarica controllata, sia quelli non gestiti o gestiti in modo inadeguato, tra cui l’abbandono incontrollato, la combustione all’aperto e la dispersione nell’ambiente.

Questa distinzione è importante. Ogni anno, a livello globale, vengono prodotti oltre 2 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani. La plastica inoltre presenta un’ulteriore criticità: solo il 9% circa dei rifiuti plastici viene riciclato, mentre approssimativamente il 22% è gestito in modo inadeguato. Sistemi di raccolta insufficienti, scarsa capacità di selezione e smaltimento incontrollato possono quindi trasformare i materiali scartati in fonti di inquinamento a lungo termine.

La gerarchia della gestione dei rifiuti fornisce un criterio per scegliere tra le diverse destinazioni possibili. Prevenzione e riduzione vengono prima di tutto, anche se intervengono prima che il rifiuto venga prodotto. Una volta che un materiale è diventato rifiuto, è generalmente preferibile conservarne il valore attraverso il riutilizzo, la riparazione o il riciclo. La termovalorizzazione può essere impiegata per le frazioni non riciclabili, purché il trattamento avvenga in impianti regolamentati e dotati di adeguati sistemi di controllo delle emissioni. La discarica controllata rappresenta invece l’ultima opzione di contenimento, da utilizzare quando non esistono alternative più sostenibili.

Infine, l’abbandono incontrollato, la combustione all’aperto e la dispersione nell’ambiente restano, in senso descrittivo, possibili esiti di fine vita. Non sono però destinazioni responsabili. I rifiuti possono fuoriuscire dalle discariche abusive o dai siti non controllati a causa del vento, della pioggia, delle alluvioni o del ruscellamento superficiale, mentre la combustione all’aperto avviene senza sistemi di controllo delle emissioni. Uno smaltimento sicuro richiede invece misure di contenimento capaci di impedire la dispersione di rifiuti e sostanze chimiche nell’ambiente e di evitare rischi inaccettabili per la salute umana.

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Come Ogyre gestisce il fine vita

Ogyre raccoglie rifiuti post-consumo direttamente in mare attraverso attività di Fishing for Litter e lungo le aree costiere, dove i rifiuti ocean-bound possono essere intercettati prima di raggiungere gli ambienti marini. Il lavoro non termina con la rimozione: i pescatori pesano i rifiuti raccolti, li fotografano e li registrano sulla piattaforma dedicata di Ogyre, creando un tracciamento verificabile di ogni attività di raccolta. I partner locali gestiscono poi le fasi successive di stoccaggio, trasporto, selezione e trattamento responsabile.

Il primo passaggio è lo smistamento. I lotti raccolti possono contenere plastiche rigide, film plastici, metalli, vetro, tessili, residui organici e altri materiali. La selezione permette di individuare ciò che può essere recuperato e impedisce che rifiuti incompatibili o contaminati compromettano i materiali riciclabili.

I possibili percorsi di fine vita cambiano in base al luogo in cui il rifiuto è stato raccolto. Tutti i rifiuti ocean-bound raccolti tramite le attività di Ogyre vengono riciclati. Poiché vengono intercettati prima di raggiungere gli ambienti marini, risultano generalmente meno degradati e contaminati e possono quindi essere trasformati in materia prima seconda.

Per i rifiuti raccolti direttamente in mare, la destinazione finale dipende soprattutto dal loro livello di degradazione. L’esposizione prolungata all’acqua salata, alla luce solare, all’attrito e alla materia organica può alterare le proprietà fisiche dei materiali e ridurne la riciclabilità. Ogni frazione viene quindi valutata in base alle sue condizioni e agli impianti disponibili a livello locale.

Il riciclo viene privilegiato ogni volta che il rifiuto marino presenta ancora caratteristiche tecniche adeguate. Il materiale recuperato viene trasformato in materia prima seconda, può iniziare un nuovo ciclo di vita e contribuisce a ridurre la domanda di risorse vergini.

I rifiuti marini troppo degradati o contaminati per essere riciclati possono essere destinati a impianti regolamentati di recupero energetico o di co-processing industriale. In questi sistemi, l’energia viene recuperata attraverso un trattamento controllato. Questa soluzione non conserva il materiale in quanto tale e si colloca quindi al di sotto del riciclo nella gerarchia della gestione dei rifiuti, ma offre un fine vita gestito a frazioni complesse che non potrebbero rientrare nel ciclo produttivo.

La discarica controllata viene presa in considerazione solo quando il riciclo e il recupero energetico non sono praticabili. Consente di contenere il rifiuto, ma non di restituirne i materiali al ciclo produttivo. Secondo il Protocollo Ogyre, per i rifiuti raccolti direttamente negli ambienti marini la discarica gestita è ammessa solo quando non esiste una destinazione più sostenibile.

Conclusione

La raccolta e il recupero sono fondamentali per rimuovere i rifiuti che stanno già esercitando una pressione sugli ecosistemi marini. Ma da soli non bastano. Per ottenere risultati duraturi è necessario anche prevenire: ridurre i materiali non necessari, rafforzare i sistemi di gestione dei rifiuti e impedire che questi raggiungano l’ambiente.

Ogyre interviene in entrambe le fasi. I rifiuti marini vengono rimossi direttamente dal mare, mentre quelli ocean-bound vengono intercettati lungo le aree costiere prima che raggiungano gli ambienti marini. I materiali raccolti vengono poi avviati al trattamento di fine vita più adeguato.

Il recupero affronta i rifiuti già presenti. La prevenzione riduce quelli che entrano nel sistema. Entrambe sono necessarie per proteggere l’Oceano nel tempo.

Fonti

Ogyre (2025), Ogyre Code of Conduct pdf

Ogyre (2025), Ogyre Protocol pdf

OECD (2022), Global Plastics Outlook pdf

United Nations Environment Programme – UNEP (2024), Global Waste Management Outlook 2024 pdf

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Ogyre propone programmi per le aziende e iniziative per le persone per unirsi alla raccolta