Ogyre e Luna Rossa: trasformare la navigazione quotidiana in Citizen Science
28 luglio 2026
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Le chase boat di Luna Rossa mettono a disposizione della comunità scientifica dati marini utili alla ricerca, alle previsioni e alla tutela dell’Oceano.
Panoramica
Ogni volta che navigano, le imbarcazioni raccolgono dati ambientali. Profondità, temperatura dell’acqua, vento e pressione atmosferica aiutano gli equipaggi a pianificare le rotte, evitare pericoli e comprendere come cambiano le condizioni in mare. Sulla maggior parte delle barche, però, queste informazioni compaiono per pochi istanti sugli schermi di bordo e poi vanno perse.
Gli aggregatori di dati forniti da Ogyre alle chase boat di Luna Rossa raccolgono queste informazioni e le rendono disponibili per finalità scientifiche. La navigazione di routine diventa così una forma di citizen science, trasformando ogni uscita in un’occasione per monitorare l’ambiente marino. Una volta condivise attraverso piattaforme internazionali, anche singole misurazioni possono contribuire a costruire un quadro più preciso dell’Oceano, migliorare le previsioni e supportare decisioni più consapevoli per la sua tutela.
Dalla navigazione al monitoraggio
Una chase boat dispone già di diversi strumenti che aiutano l’equipaggio a leggere il mare. I sensori rilevano dati come la temperatura dell’acqua, mentre i sistemi di bordo monitorano la velocità, la direzione del vento e la pressione atmosferica.
Queste misurazioni hanno prima di tutto una funzione operativa: aiutano gli equipaggi a scegliere dove navigare, anticipare i cambiamenti del meteo e organizzare gli allenamenti nelle condizioni più adatte. Finora, però, molte di queste informazioni venivano utilizzate in tempo reale e poi dimenticate automaticamente dai sistemi di bordo.
Gli aggregatori installati sulle chase boat di Luna Rossa cambiano ciò che accade dopo ogni rilevazione, archiviando le informazioni e preparandole per la condivisione, invece di restare separate nei diversi strumenti o scomparire non appena vengono visualizzate.
L’aggregatore non sostituisce i sensori esistenti: mette in connessione i dati che già producono. In questo modo, la barca diventa un punto di monitoraggio mobile, senza cambiare la propria funzione principale e senza richiedere all’equipaggio di operare come su una nave da ricerca.
Il valore di questo processo emerge con la continuità. Una singola rilevazione della temperatura descrive l’acqua in un luogo e in un momento preciso, mentre le misurazioni raccolte lungo più rotte e in stagioni diverse permettono invece di osservare le variazioni. Quando vengono integrate con i dati provenienti da altre imbarcazioni e sistemi di monitoraggio, possono contribuire a individuare tendenze più ampie.
Questo è importante perché i dati marini sono ancora distribuiti in modo disomogeneo. I satelliti possono osservare vaste aree e misurare parametri come la temperatura superficiale del mare, ma non possono fornire ogni tipo di rilevazione diretta. Navi da ricerca, boe e stazioni fisse offrono informazioni essenziali, ma sono troppo poche per monitorare in modo continuo tutte le aree costiere.
Le imbarcazioni che già attraversano questi spazi possono quindi contribuire a colmare parte di questo vuoto. Ogni rotta traccia una linea di osservazioni sull’acqua. Quando queste rilevazioni vengono conservate invece di essere eliminate, la navigazione quotidiana può contribuire a una conoscenza più ampia e dettagliata delle condizioni marine.
Quando la vela contribuisce alla tutela dell’Oceano in ogni sua dimensione
Il progetto è un esempio di citizen science, cioè di ricerca scientifica sostenuta da osservazioni o dati raccolti da persone che non sono ricercatori di professione. Permette a chi naviga e lavora abitualmente in mare di contribuire con informazioni che altrimenti potrebbero non essere mai registrate.
Un delfino avvistato accanto alla prua, un pezzo di plastica galleggiante o un improvviso cambiamento della temperatura dell’acqua possono essere osservati una sola volta. Quando quell’avvistamento o quella misurazione vengono documentati, possono supportare studi sulla distribuzione delle specie, sulle condizioni ambientali locali e sull’inquinamento marino.
Le chase boat di Luna Rossa applicano lo stesso principio ai dati fisici del mare. Le misurazioni prodotte per la navigazione acquisiscono una seconda funzione: diventano parte di una risorsa scientifica condivisa. I dati raccolti saranno infatti integrati in EMODnet Physics, una piattaforma internazionale che raccoglie, armonizza e rende liberamente accessibili dati marini in situ, cioè misurati direttamente nell’ambiente osservato. Tra questi rientrano temperatura, salinità, onde, correnti e livello del mare.
Organizzando secondo standard comuni le osservazioni provenienti da imbarcazioni, boe, navi da ricerca e progetti di citizen science, la piattaforma crea così una rete di dati marini più fitta. Queste informazioni possono supportare la ricerca, il monitoraggio ambientale e lo sviluppo di modelli meteorologici e climatici, contribuendo a previsioni più accurate e a una navigazione più sicura.
Questa iniziativa si inserisce in una collaborazione più ampia tra Ogyre e Luna Rossa. Dal 2022, Luna Rossa supporta le attività di raccolta dei rifiuti marini e costieri di Ogyre, con un impegno complessivo di 308.000 kg da raccogliere entro il 2027. Presso la base di Cagliari, il team ha inoltre installato un Marine Bin che intercetta in modo continuo i rifiuti galleggianti direttamente dall’acqua.
Raccolta dei dati, rimozione dei rifiuti dal mare e dalle coste e intercettazione locale intervengono in punti diversi della stessa sfida. Gli aggregatori migliorano la conoscenza delle condizioni marine, la rete di raccolta di Ogyre rimuove i rifiuti già dispersi in mare e lungo le aree costiere, mentre il Marine Bin cattura i materiali galleggianti all’interno della base di Luna Rossa a Cagliari. Nel loro insieme, queste azioni mostrano come osservazione scientifica e intervento concreto possano contribuire a un approccio più completo alla tutela dell’Oceano.
Conclusione
Gli aggregatori di dati installati sulle chase boat di Luna Rossa collegano tre processi che di solito restano separati: la navigazione, l’archiviazione delle informazioni e l’accesso scientifico.
Gli strumenti di bordo leggono già il mare. Gli aggregatori conservano quelle rilevazioni. EMODnet Physics le collega alle osservazioni raccolte altrove. Una misurazione che prima scompariva dopo aver aiutato l’equipaggio a prendere una decisione operativa può così restare disponibile per la ricerca e il monitoraggio.
La conoscenza del mare cresce per accumulazione. Una misurazione descrive un momento; misurazioni ripetute mostrano il cambiamento; dati connessi tra loro rivelano tendenze. Quando le barche iniziano a condividere ciò che già osservano, la navigazione quotidiana entra a far parte di uno sforzo più ampio per comprendere l’Oceano e prendere decisioni più informate per proteggerlo.
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