
Rifiuti plastici mal gestiti lungo le coste: cause, aree critiche e strategie di risposta. L’attenzione è su contenimento, gestione operativa e fine vita certificato per ridurre le perdite.
Introduzione
Il waste mismanagement (o la cattiva gestione dei rifiuti) nelle aree costiere rappresenta un fallimento del sistema: i materiali vengono abbandonati, gestiti senza adeguate misure di contenimento o lasciati in luoghi esposti a vento, piogge e maree. Con fonti così vicine all’acqua, anche piccoli difetti gestionali si trasformano in perdite costanti. Ne derivano inquinamento marino lungo spiagge, porti ed estuari, con cicli accelerati di trasporto e frammentazione. Nel 2019 i rifiuti mal gestiti sono stati la principale fonte dei 22 milioni di tonnellate dispersi nell’ambiente a livello globale, con l’88% costituito da macroplastiche. Questo articolo chiarisce cosa significhi "mismanaged" (o “mal gestito”) in contesto costiero, analizza i meccanismi operativi e descrive gli interventi in grado di ridurre l’esposizione prima che i rifiuti raggiungano il mare.
Dove il sistema cede, la perdita cresce
Definizione ed esposizione
La cattiva gestione riguarda ogni fase in cui il rifiuto è fuori da sistemi controllati: littering in spiaggia, cassonetti traboccanti, recinzioni danneggiate nei siti turistici, abbandono illegale vicino ai tombini di scarico, container scoperti nelle aree portuali, piazzali di stoccaggio senza protezione dalle tempeste. L’elevata densità costiera accorcia i percorsi verso l’acqua; pioggia, maree e vento agiscono come vettori di trasporto immediato.
- Carico stagionale, capacità statica: il turismo estivo moltiplica i volumi mentre cassonetti, turni e personale restano invariati. Nelle destinazioni mediterranee la produzione di rifiuti può triplicare in alta stagione, superando la capacità di raccolta. Cassonetti traboccanti e scarti a terra attirano uccelli e vengono sollevati dal vento, contribuendo alla dispersione di plastiche leggere come buste e polistirolo.
- Scorciatoie pluviali: tombini e scarichi privi di sistemi di filtraggio trascinano frammenti e mozziconi direttamente in corsi d’acqua ed estuari durante le piogge, mentre la marea riporta in circolo i residui accumulati sulla spiaggia.
- Logistica porti e marine: contenitori non a tenuta, sacchi strappati e carichi non fissati durante carico/scarico generano micro-perdite; imballaggi e film da pallet si frammentano per abrasione (sabbia, UV, traffico).
- Attività costiere: acquacoltura e pesca generano cime, reti e anelli; quando identificazione, recupero e reporting sono deboli, le attrezzature fantasma persistono vicino alla costa e rappresentano almeno il 10% del marine litter e costituisce il 46% della Great Pacific Garbage Patch in peso.
- Gap di fine vita: quando il materiale raccolto non ha una rotta verificata verso il trattamento, gli stock temporanei si accumulano e cedono durante le tempeste, causando perdite secondarie.
Materiali e hotspot
La composizione guida destino e impatto. Film, foam e multilayer (leggeri, alto rapporto superficie/volume) sono facilmente sollevati e rimobilizzati; imballaggi rigidi ed etichette si abrasano in microframmenti sotto il moto ondoso; elastomeri e compositi si depositano in dune e linea di battigia (la zona di deposito modellata dalle onde); le attrezzature fantasma intrappolano e affondano o si impigliano sul fondale. Gli hotspot si aggregano dove persone e flussi d’acqua convergono: spiagge affollate, foci fluviali, terminal dei traghetti, mercati ittici, scolmatori, e stoccaggi vicino agli estuari. Secondo UNEP, senza azioni, il rilascio di plastica negli ecosistemi acquatici potrebbe quasi triplicare entro il 2040.
Recupero legato alla pratica
Affrontare la cattiva gestione richiede prevenzione e recupero verificato. In pratica, l’azione avviene dove il rifiuto incontra l’acqua. Qui Ogyre entra in gioco e opera su due fronti. In mare, i fishers lavorano secondo il modello Fishing for Litter, portando a terra i rifiuti incontrati durante le uscite: gli oggetti incastrati sul fondale, in deriva sotto costa o impigliati nelle reti vengono recuperati invece di essere nuovamente dispersi. Lungo le aree costiere, i waste fishers intercettano i rifiuti ocean-bound prima che raggiungano gli ambienti marini, tramite clean-up con la comunità locale e supporto ai partner locali per le soluzioni di fine vita in foci, porti e spiagge affollate.
Tutto il materiale raccolto viene conferito a cooperative certificate per selezione, riciclo o smaltimento responsabile, con priorità all’esito più sostenibile, secondo l’Ogyre Protocol. Ogni lotto è tracciato su blockchain, a garanzia di trasparenza e tracciabilità.
Chiudere i gap, ridurre le perdite
Affrontare la cattiva gestione significa combinare prevenzione e recupero verificato. I punti critici sono quelli in cui il rifiuto incontra l’acqua, lungo costa o in mare. È qui che diventano decisive pratiche strutturate di intercettazione e conferimento. Ogyre opera in questo passaggio su due livelli complementari. In mare, i pescatori applicano il modello Fishing for Litter: i rifiuti incontrati durante le uscite — oggetti incastrati sul fondale, trascinati dalle correnti costiere o impigliati nelle reti — vengono riportati a terra invece di essere dispersi di nuovo. Lungo le aree costiere, i rifiuti ocean-bound vengono intercettati prima che raggiungano l’ambiente marino, attraverso azioni di pulizia mirate e il supporto a partner locali impegnati nella gestione del fine vita dei rifiuti.
Tutto il materiale recuperato confluisce in cooperative certificate, che ne curano la selezione, il riciclo o lo smaltimento responsabile, sempre con priorità all’opzione più sostenibile. L’intero processo è tracciato su blockchain, così da garantire trasparenza e integrità dei dati lungo ogni passaggio della filiera.
Riferimenti
- COREPLA (2023), Report 2023 link
- FAO (2021), Seabed Sources of Marine Litter link
- OECD (2022), Global Plastics Outlook link
- Ogyre (2025), Ogyre Protocol link
- Ogyre (2025), Ogyre Code of Conduct link
- United Nations Environment Programme – UNEP (2021), From Pollution to Solution: A Global Assessment of Marine Litter and Plastic Pollution link
- WWF (2022), Impacts of Plastic Pollution in the Oceans on Marine Species, Biodiversity and Ecosystems link
- WWF (2020), Stop Ghost Gear. The Most Deadly Form of Marine Plastic Debris link
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